Dal basket alle uova. Su alcune mostre a New York
Christian Caliandro
March 6th 2015 - Artribune

Ierimonti Gallery, nel suo nuovo spazio dell’Upper West Side, propone
un’intelligente e interessante ricognizione degli Anni Ottanta italiani
(Back to the ‘80s from Arte Povera to the Rediscovery of Nuovi
Nuovi), indagati nelle loro pieghe più recondite e rimosse e –
soprattutto – messi a confronto e in continuità con gli Anni Settanta.
Che, pur poveri e poveristi, in questa luce nuova ci appaiono in effetti
molto meno grigi e puritani di quanto voglia la vulgata, e molto più ben
disposti verso l’estro, il colore, l’integrazione delle fonti (come ben
dimostrano, per esempio, i pezzi di Kounellis e Paolini). D’altra
parte, è estremamente affascinante vedere insieme le opere degli
esponenti della Transavanguardia e quelle dei Nuovi Nuovi, perché in
questa maniera, da un pezzo all’altro, si colgono non solo le affinità
ma anche i conflitti di idee e di proposte in corso nel decennio. Come
quelle di Luciano Bartolini (Senza titolo, 1981), di Giuseppe
Salvatori (Cha cha cha e Rumba, 1987), di Salvo (Funghi, 1982) o di
Felice Levini (la struggente Italia spezzata, 1994).