Provocatorio Acconci
Fabrizio Rovesti
14/11/2004

Vito Acconci (New York, 1940) is among the first artists to explore the issues of interpersonal relationships and with his body, evidenced in Milan by black and white photography, writing (his initial passion) and video. The artist, in the early seventies, brings into play his body (hence the pigeonholing in Body Art), through public performances often extreme, ranging from biting to masturbation.

The American widens over the years his interests to the social body, designing portable architectures for  homeless, artificial islands, crumpled walls, tunnels deconstructed, claiming to design freedom.

 

 

Vito Acconci (New York, 1940) è tra i primi artisti a esplorare le problematiche delle relazioni interpersonali e col proprio corpo, testimoniate a Milano da fotografia in bianco e nero, scrittura (sua passione iniziale) e video. L'artista, agli inizi degli anni Settanta, mette in gioco provocatoriamente il proprio corpo (da cui l'incasellamento nella Body Art), mediante performances pubbliche spesso estreme, che vanno dal morsicarsi fino alla masturbazione.

L'americano allarga negli anni i suoi interessi al corpo sociale, progettando architetture portatili per senza tetto, isole artificiali, muri accartocciati, gallerie decostruite, affermando di progettare la libertà.