Oppenheim il Pontefice
Giuliana Mazzola
June 2003 Stile

A comparison with the well-known American artist , one of the first Conceptual artist of the Twentieth century. From the history of the '60s to the conjunction of Land Art and architecture.

Could you talk about your artistic path starting from your studies until the last few years?

This exhibition presents works from many years ago ,  from the 60s and '70, the works of those years were mainly conceptual . Conceptual art conformed to the ways of expression in that period. Today, the conceptual part of the "classic" as the cornerstone of Contemporary Art, to the point that it can still influence young artists. The works currently on display at the Milan Gallery Ierimonti are, by choice, all relating to that period .

Have been deliberately left out the most recent works . Currently my work goes in other directions. In the 60s a lot of young writers have engaged in radical forms of art in Italy with the Arte Povera in the U.S. with Land Art (easily developed thanks to the wide open spaces of the American territory) and with Body Art on the basis of which, for the first time, the artists becomes the performer and the video becomes another aspect of the works of conceptual character . It's been several generations of conceptual artists since then; many of the artists of the first generation are already dead; many artists of the new generation, however, make it hurt, they followed the influences of  early works, but their work is now strange to me .

Do you think that your work has had some influence in other fields, such as architecture and philosophy ?

More than my works, I think it is the whole artistic production of this period to have had an influence, especially on architecture. If you talk about Land Art to some architect will answer : " Ah yes , I remember when I was young ..." Yes, because it was exciting, aggressive, it was like a leap into the mystery. I am now very interested in architecture, I think that now, more than twenty years ago, the artist is also an architect . I am working in this field, although it is difficult to follow an entire project, now it is much more interesting to be part of the whole idea .

I was impressed by your dentures made ​​of books. They tease culture, traditional art and, ultimately, even yourself . What is your real relationship with the artistic tradition?

Artists are always aware of the history of art, sometimes they have been conditioned. However the artist does not want to be too controlled. I believe that art can also understand the humor, remaining substantial. For example Pop Art was initially only for fun, but then became a model that influenced everything that came later. Understood in this sense, humor can become a very serious and important matter.

In the '60s and '70s, the performance represented a revolution against the direction and obsession for eternity, but today we are in the age of satellites and cell phones, computers and the global market,of the the speed, in short . What could be revolutionary in our day?

I do not know well the Italian art world. I live in New York and work there with some galleries. If you live in New York  and you are an artist, it's weird, but you don't hang out with collecagues very much. You find them in the galleries or museums, like the MOMA, but  they are not part of a circle of reference. Speaking about Italy, I know the Arte Povera movement, but I do not know the new generations. I had a lecture at the Academy of Brera, but I have not yet had the opportunity to meet young artists. It 's easier sometimes meet artists for generational groups, and then I can talk about Mario Merz, Kounellis, Fabro ; but what about the young people is different. Even in New York City artists should read the newspapers of art, attend exhibitions and events, but almost no one does . Artistic curiosity is missing. I have seen some young interesting , but unfortunately I do not remember the names , I remember just their works.

 

A confronto con il noto artista americano, tra i primi Concettuali del Novecento. Dalla storia degli anni '60 al passaggio alla Land Art fino alla coincidenza espressione-architettura

 

Potrebbe parlarci del suo percorso artistico a partire dai suoi studi fino agli ultimi anni?

Questa mostra presenta opere di molti anni fa, degli anni '60 e '70e le opere di quegli anni erano principalmente concettuali. L'arte concettuale uniformava le modalità espressive di quel periodo. Oggi il concettuale fa parte del "classico" come caposaldo dell'arte contemporanea, al punto che può ancora influenzare i giovani artisti. I lavori in mostra attualmente a Milano alla Ierimonti Gallery sono, per scelta, tutti relativi a quel periodo.

Sono state volutamente lasciate da parte le opere più recenti. Attualmente il mio lavoro va in altre direzioni. Negli anni '60 molto giovani autori si sono impegnati in forme d'arte radicale, in Italia con l'Arte povera, negli USA con la Land Art, facilmente sviluppatasi anche grazie ai grandi spazi del territorio americano e con la Body Art, in base alla quale, per la prima volta, gli artisti diventano performer ed il video diviene un altro apsetto delle opere di carattere concettuale. Sono passate diverse generazioni di artisti concettuali, da allora; molti degli artisti della prima generazione sono già morti; molti artisti della nuova generazione vanno però un po' troppo "sul pesante", hanno seguito le influenze delle prime opere, ma il loro lavoro mi risulta oggi estraneo.

Pensa che i suoi lavori abbiano avuto qualche influenza in altri campi, come l'architettura e la filosofia?

Più che le mie opere, penso che sia l'insieme della produzione artistica di quel periodo ad avere avuto influenza, soprattutto sull'architettura. Se parli di Land Art a qualche architetto ti risponderà: "Ah sì, mi ricordo, quando ero giovane..." Sì, perchè fu eccitante, aggressiva, fu come un salto nel mistero. L'architettura mi interessa molto adesso, per diverse ragioni e principalmente penso che, adesso più che vent'anni fa, l'artista sia anche architetto. Sto lavorando in questo campo, anche se è difficile seguire un intero progetto, adesso risulta molto più interessante partecipare all'insieme di un'idea.

Sono rimasta colpita dalla sua dentiera fatta di libri. Prende in giro la cultura, l'arte tradizionale e , in fondo, anche lei stesso. Qual è veramente il suo rapporto con la tradizione artistica?

Gli artisti sono sempre coscienti della storia dell'arte, alcune volte ne sono stati condizionati. L'artista non vuole essere troppo controllato, comunque. Io credo che l'arte possa comprendere anche lo humor, rimanendo validssima. Per esempio la Pop Art all'inizio fu solo divertimento, ma poi diventò un modello che influenzò tutto ciò che venne in seguito. Inteso in questo senso, anche l'umorismo può diventare una cosa molto seria ed importante.

Negli anni '60 e '70 le performance rappresentavano una rivoluzione contro il senso di perdurabilità e l'ossessione per l'eternità: oggi invece noi siamo nell'era dei satelliti e dei telefoni cellulari, dei computer e del mercato globale, della velocità insomma. Cosa potrebbe essere rivoluzionario ai nostri giorni?

Non conosco bene il mondo artistico italiano. Vivo a New York e lì lavoro con alcune gallerie. Se si vive a New York-e si è artisti- è strano, ma si frequentano poco i colleghi. Li si scopre nelle gallerie o nei musei, come il Moma, ma non fanno parte di una cerchia di riferimento. Per qunto riguarda l'Italia, conosco il movimento dell'Arte Povera, ma non conosco le nuove generazioni. Sono stato a tenere una lezione all'Accademia di Brera, ma non ho ancora avuto occasione di conscere giovani artisti. E' più facile a volte conscere gli artisti per gruppi generazionali, ed allora posso parlare di Mario Merz, di Kounellis, di Fabro; ma per quanto riguarda i giovani è diverso. Anche a New York gli artisti dovrebbero leggere i giornali d'arte, frequentare le mostre e gli eventi, ma quasi nessuno lo fa. Manca la curiosità artitica. Io ho visto qualche giovane interessante, ma purtroppo non ne ricordo i nomi, ne ricordo solo il lavoro.