Oppehneim, l'artista in perenne ricerca
Dall'immateriale all'oggettuale: "Non voglio essere schiavo di una teoria"
25/03/1995 Corriere della Sera

At the Ierimonti Gallery in Milan the works of a great exponent of the 60s


MILAN - Three small truck, with the muzzle fox , sparkling eyes and a strange metallic noise intermittently , greet visitors in a dark hallway that leads to the courtyard of lerimonti Gallery , in Via Mercato 16 . That  alienating atmosphere , that throws the visitor into an unexpected world in the center of the sleepy Milan, was created by one of the works of Dennis Oppenheirn , on display until April 29 . The American artist , one of the most important exponents of the '60s ,  wanders into the tunnel between the ' Puppets ' the giant puppets made ​​of colored Plexiglas discs , died after a long battle recorded on videotape , and " Black spaghetti ': the sea spaghetti blacks within which navigates a sailboat , with two arms put into plaster that indicate opposite directions , the perfect portrait of Italian immobility . "When I visit a  foreign country, I try to immerse myself in the culture and atmosphere of the place. "Black spaghetti " was conceived in Naples , years ago, and it took me a year to realize it , " Like all his work , this exhibition is a surprise, because the artist  never settled on positions acquired ,  he has experienced and adopted all the terrestrial material available to support artistic , turning to King Midas , everything he touches into art. After crossing the wide open spaces of Land Art , he had found in his own body  the territory of artistic experimentation with genetically transmissible Body Art , Oppenheim , is defined as a conceptual artist , but as usual, tends to escape any critical pigeonholing . We turn now in the nineties , living in his installations , ironic and playful . Your work , initially
documentary and intangible ( such as photographs of the tracks of Land Art or the performances of Body Art ) towards the beginning of the eighties, becomes physical , concrete object . Why ?
"When an artist is young tend to adopt a theory , I adopted the minimalist theory , according to which the art object was to be reduced to its essence and deprive yourself of figuration and decoration. Even if you're not the inventor , when you're young , incorporating the most radical theory often end up believing yourself to have it processed . However, after a certain time that I enjoy the theory of the body begins to react. Chasing consistency at all costs, as many conceptual artists of success , brings problems and the practice becomes false. I have changed for these reasons. Body Art is an art form very radical , but the body after years of theory because it intoxicates you contaminate yourself and you need to do something material , more visual and less theoretical . " Instead of the minimal artists who have maintained their fixed positions . "The minimalist repress any impulse, such as Dan Flavin
(since the 60s ago neon installations ) only works with the fluorescence , but at home he paints things that do not present it publicly . You can believe in something as minimal art , which does not allow room to figure and traditional media, and then to paint in secret ? Is there knows what 's wrong. I do not want to be a slave to a theory , I have no problem to have no more , the theoretical position of 25 years ago , " Did you replace the irony with ideology ? "I look at the world , but not from the window , I search the content within myself but I am careful about how the content gets in my labyrinthine system will be redirected and edited , then exit in the form of art . " Your work is always a forerunner . In the early ' 80s has achieved "Fireworks " works made with machines that were exploding fireworks. Confusion , danger , lack of a trajectory of the fires , seen today , it appears the explosion and chaos social post - cold war we are experiencing. which is it to its end of the century ? "It's hard to answer. ability of artists to be prophetic is only one aspect of their work. at this time i do not have a particular aptitude for predict the future with my arte.Direi only today that art should be interpreted broadly . Ten years ago we were talking about New York, perhaps in Europe, today we can say that art reconfigure with the inclusion of a wider part of the world . "

 

 

 

 

 

 

Alla Ierimonti Gallery di Milano le opere di un grande esponente dell'avanguardia anni 60


MILANO - Tre piccoli camion, con il muso da volpe, gli occhi scintillanti e uno strano rumore metallico intermittente, accolgono il visitatore nel ,buio corridoio che conduce al cortile della lerimonti Gallery, in via Mercato 16. Quell'atmosfera straniante, che scaraventa il visitatore in un mondo inaspettato nel centro sonnolento di Milano, è creata da una delle opere di Dennis Oppenheirn, esposte in  mostra, sino al 29 aprile. L'artista americano, tra i più importanti esponenti dell'avanguardia degli anni '60, si aggira nella galleria tra i «Puppets»: le marionette giganti fatte di dischi di plexiglas colorati, decedute dopo una lunga battaglia registrata in videocassetta, e «Black spaghetti»: il mare di spaghetti neri dentro al quale naviga una barca a vela, con due braccia ingessate che indicano due direzioni opposte, il perfetto ritratto dell'immobilità italiana. «Quando vado in un Paese straniero cerco di immergermi completamente nell'atmosfera e nella cultura del posto. "Black spaghetti" l'ho concepito a Napoli, anni fa, e ho impiegato un anno a realizzarlo» Come tutto il suo lavoro, anche questa mostra è una sorpresa, perchè l'artista, non essendosi mai assestato su posizioni acquisite, ha sperimentato e adottato tutto il materiale terrestre disponibile come supporto artistico, trasformando da re Mida, tutto ciò che tocca in arte. Dopo aver attraversato gli spazi sconfinati della Land Art e aver trovato nel proprio corpo il territorio di sperimentazione artistica geneticamente trasmissibile con la Body Art, Oppenheim, viene definito artista concettuale, ma come di consuetudine, tende a sfuggire a qualsiasi incasellamento critico. Giriamo, oggi negli anni Novanta, tra le sue installazioni vive, ironiche e giocose.  Il suo lavoro, inizialmente
immateriale e documentativo (come le fotografie dei tracciati di Land Art o le performances di Body Art) verso l'inizio degli anni Ottanta, diventa fisico, concreto, oggettuale. Perchè?
«Quando un artista è giovane tende ad adottare una teoria, io adottai la teoria minimalista, secondo la quale l'oggetto artistico doveva essere ridotto alla sua essenza e privarsi di figurazione e decorazione. Anche se non ne sei l'inventore, quando sei giovane, incorpori la teoria più radicale e spesso finisci per credere di averla elaborata tu stesso. Tuttavia dopo un certo tempo che pratichi la teoria il corpo comincia a reagire. Inseguire la coerenza a tutti i costi, come numerosi artisti concettuali di successo, porta dei problemi e la pratica diventa falsa. Io ho cambiato per queste ragioni. La Body Art è una forma d'arte molto radicale, ma il corpo dopo anni di teoria s'intossica perchè tu contamini te stesso e hai bisogno di fare qualcosa di materiale, più visivo e meno teoretico.»  Al contrario degli artisti mi-nimalisti che hanno mantenuto fisse le loro posizioni. «I minimalisti reprimono ogni impulso, Dan Flavin ad esempio
(ché dagli anni '60 fa installazioni neon) lavora solo con le fluorescenze, ma a casa dipinge cose che non presenterà mai in pubblico. È possibile credere in qualcosa come l'arte minimal, che non concede spazio a figura e a mezzi tradizionali, per poi di pingere di nascosto? C'è quale sa che non va. Io non voglio essere schiavo di una teoria, non ho problemi a non avere più, la posizione teorica di 25 anni fa,»  Ha sostituito l'ironia all'i-deologia? «Io guardo al mondo, ma non dalla finestra, cerco il contenuto , dentro me stesso ma sono attento a come questi contenuti penetrano nel mio sistema labirintico per essere ridiretti ed editati, uscendo poi in forma di arte.» Il suo lavoro è sempre anticipatore. All'inizio degli 'anni '80 ha realizzato "Fireworks», opere fatte con macchinari che facevano esplodere fuochi d'artificio. La confusione, Il pericolo, la mancanza di una traiettoria dei fuochi, vista oggi, sembra l'esplosione e il caos sociale del dopo guerra-fredda che stiamo vivendo. Qual è la sua se ne per fine secolo? «E difficile rispondere. L'abilità degli artisti ad essere profetici è solo un aspetto del loro lavoro. In questo momento non ho una particolare attitudine a prevedere il futuro con la mia arte.Direi solo che oggi l'arte deve essere interpretata globalmente. Dieci anni fa parlavamo di New York, forse dell'Europa, oggi possiamo dire che l'arte si riconfigurerà con l'inclusione di una più larga parte di mondo.»