La natura e il corpo, luoghi dell'arte
Simone Fappanni
28/07/2003

Towards the end of the sixties is gradually asserting , first in the United States and then in Europe , an art form rather peculiar that joins those More traditional. Many artists are indeed attracted by the so-called " conceptual art ." Within it are asserted differences and characterizations that go far beyond mere formal distinction . Two of them , the Land Art and Body Art , marked an essential moment  in the learning process of many representatives of the modern forms of creative expression . What is the difference between the two ? Land Art includes " artistic operations aimed at the ground , soil, by direct intervention of fields, meadows, rivers , frozen lakes and often uses photographic or fix filmicheper field operations , given their ephemeral " ( Dorfles )

While , as suggested by the definition of Body Art " the artist's body becomes a means with which to express and communicate directly with the public " (M. Prette , A. De Giorgis )

It 's ongoing on these days in Milan at the Gallery Ierimonti a show of Dennis Oppenheim, one of the most important masters of Land Art , but has extended its path towards body art , so that, in this exhibition in Milan , these two aspects are properly highlighted together.

Born in 1938 in Electric City , Oppenheim studied at the School of Arts and Crafts in Oakland, California. Also in California, but in Palo Alto , he attended a masterin Fine Arts at Stanford University before moving in 1967 to New York, where he still lives and works. Obviously there are many exhibitions held and that consents obtained, given the originality of his career . In an essay accompanying the exhibition Mascelloni E. points out that the art of this master " is always going direct and searing since sliced ‚Äč‚Äčnature and used the spaces for art and exhibition catalogs as a surrogate something that had happened elsewhere.

His Land Art , far more than a return to nature , it was quite a demand for direct language , angular , hard. Even the use of his own body , his own body art, rejected any suggestion theatrical , even making treasure of the sheer weight and a bare body of the craft. Views Today , pictures neutral and detached from those shares without aesthetic intentionality as if they were war reportage , I'm really , however, the aesthetics of those anniin one of the points of maximum glow , just to confirm the extreme cunning art , which never fails to trasfomare the war in the form wise and scream in elegant line "

By these words we can appreciate the depth of thought of this artist, depth that moves together with a feel that looks to the natural world and the body in a non- instrumental , providing research that is definitely devoid of all obviousness .

The exhibition in Milan ,  consists of several video, works made by various technical aids , first of all the photography , it also presents one of the most important works of Oppenheim , the fourth variant of "Reading position" 1970: the other three are kept respectively at the Pompidou in Paris, the Whitney in New York, the Museum of Modern Art in Chicago. An appeal to nature and the body,  by the American artist , which surely leads us to reflect .

 

 

Verso la fine degli anni Sessanta si va progressivamente affermando, prima negli Stati Uniti e poi anche in Europa, una forma d'arte alquanto particolare che si affianca a quelle tradizionali.Parecchi artisti vengono infatti attratti dalla cosiddetta "Arte concettuale". In seno ad essa si affermano differenze e caratterizzazioni che vanno ben oltre la semplice distinzione formale. Due di esse, la Land Art e la Body Art, hanno segnato un momento esseziale nel processo apprenditivo di molti rappresentanti delle moderne forme d'espressione della creatività. Quel è la differenza fra le due? La Land Art prevede "operazioni artistiche rivolte al terreno, al suolo, con interventi diretti su campi, prati, fiumi, laghi ghiacciati e si avvale spesso di riprese fotografiche o filmicheper fissare le operazioni sul terreno, data la loro effimerità"(Gillo Dorfles)

Mentre, come suggerisce la definizione di Body Art "il corpo dell'artista diventa mezzo con cui esprimere e comunicare direttamente con il pubblico" (M. PRette , A. De Giogis)

E' in corso in questi giorni a Milano presso la Ierimonti Gallery una personale di Dennis Oppenheim, uno dei più importanti maestri della Land Art, che però ha esteso il proprio percorso verso la body art, tanto che, in questa mostra milanese, questi due aspetti vengono opportunamente evidenziati assieme.

Nato nel 1938 a Electric City, Oppenheim ha studiato alla School of Arts and Crafts di Oakland, in California. Sempre in California, ma a Palo Alto, ha frequentato un masterin Fine Arts alla Stanford University per poi trasferirsi nel 1967 a New York, dove tutt'ora vive e lavora. Ovviamente sono tantissime le esposizioni che ha tenuto e gli assensi conseguiti, data l'originalità del suo percorso. In un testo critico che accompagna l'esposizione E. Mascelloni fa notare che l'arte di questo maestro " è sempre sta diretta e bruciante sin da quando affettava la natura ed usava gli spazi deputati all'arte ed i cataloghi delle mostre come un surrogato di qualcosa che era avvenuto altrove.

La sua Land Art, ben più che un ritorno alla natura, era piuttosto un'esigenza di linguaggio diretto, spigoloso, duro. Anche l'uso del proprio corpo, la sua personale Body Art, rifiutava qualsiasi suggestione teatrale, facendo anzi tesoro del peso puro e semplice e spoglio di un corpo non di mestiere. Viste oggi, le foto neutre e distaccate di quelle azioni, prive di intenzionalità estetica quasi fossero reportage di guerra, sono davvero, invece, l'estetica di quegli anniin uno dei punti di massima incandescenza, tanto per confermare l'estrema astuzia dell'arte, che non manca mai di trasfomare anche la guerra in forma sapiente e l'urlo in linea elegante"

Gia da queste parole ben si comprende la profondità di pensiero di questo artista, profondità che si muove di pari passo con un sentire che guarda al mondo naturale e al corpo in maniera non strumentale, offrendo una ricerca nella quale è decisamente bandita qualsiasi ovvietà.

La mostra milanese, composta da diversi video e da lavori realizzati con vari ausili tecnici, primo fra tutti la fotografia, presenta anche una fra le più importanti opere di Oppenheim, la quarta variante di "Reading position" 1970: le altre tre sono conservate rispettivamente al Pompidou di Parigi, al Whitney di New York, al Museo d'Arte Moderna di Chicago. Un richiamo alla natura e al corpo, quello dell'artista statunitenze, che sicuramente ci induce a riflettere.