Dennis Oppenheim. Body and Land Art
Micaela Mander
20/03/2003

The gallery opens with an artist who has always rejected the traditional venues to work on the body and nature.

To inaugurate the new headquarters and a different period of activity, the Ierimonti Gallery has chosen an artist , Dennis Oppenheim, who has rejected the galleries , inventing an approach to art and the art system innovative and subversive.

Oppenheim is in fact one of the leading exponents of those currents  that in the sixties revolutionized the cultural world  , proposing the body and nature as  objects of , working on the body and the surrounding environment . Bring art out of the gallery coincided with taking possession of the natural world , drawing the traditional forms of painting and sculpture , the artist has felt authorized to act on plowed fields , for example, by enrolling large furrows visible only from a plane , just as you can see in one of the historical works of Oppenheim on display in the gallery . It was disrespectful of operations and releases , which have come down to us in the form of movies and still images from these same .

The exhibition proposes that Ierimonti consists of a sequence of images in large format (the famous sequence of the white track left by a book

on the tanned body of the artist) a few mock-ups of recent work to give a complete picture of the activity of Oppenheim and finally, offers the opportunity to attend screenings of famous movie perfromances of Oppenheim , usually visible infull  only i at the Whitney Museum in New York.

The spirit with which the Ierimonti Gallery has reopened ( the gallery has been active for 15 years , first with headquarters in Via Mercato, then operated without seat between Italy and the United States ) is educational : reborn as a cultural association , the gallery aims to spread as much as possible the work of historical artists , bringing them into direct contact with young people ( in this exhibition were organized Oppenheim's lessons at the Academy of Fine Arts of Brera ) and , at the same time , to learn Italian the work of young artists who are distinguishing themselves abroad. An ambitious program that has already given this first interesting result.

 

 

 

La galleria riapre con un artista che ha sempre rifiutato le sedi espositive tradizionali per lavorare sul corpo e sulla natura.

Per inaugurare la nuova sede e un diverso periodo di attività, la Ierimonti Gallery ha scelto un artista, Dennis Oppenheim, che le gallerie le ha rifiutate, inventandosi un approccio all'arte e al sistema dell'arte innovativo e sovversivo.

Oppenheim è infatti uno degli esponenti di punta di quelle correnti che negli anni Sessanta rivoluzionarono il mondo della cultira , proponendo come oggetto d'arte il corpo e la natura, il lavoro sul corpo e sull'ambiente circostante. Portare l'arte fuori dalle galleria ha coinciso con una presa di possesso del mondo naturale, disegnando le tradizionali forme del quadro e della scultura: l'artista si è sentito autorizzato a intervenire sui campi arati, per esempio, iscrivendovi grandi solchi visibili solo da un aereo, proprio come potete vedere in una delle opere storiche di Oppenheim esposta all'interno della galleria. Si trattò di operazioni irriverenti e liberatorie, che sono giunte fino a noi sotto forma di filmati e immagini still da questi stessi.

La mostra che Ierimonti propone si compone di una sequenza di immagini in grande formato (celebre la sequenza dell'impornta bianca lasciata da un libro sul corpo abbronzato dell'artista) qualche maquette dei lavori più recenti per dare dell'attività di Oppenheim un panorama completo e infine, offre la possibilità di assistere alle proiezioni dei filmati delle celebri perfromance di Oppenheim, di solito visibili al gran completo solo al Whitney Museum di New York.

Lo spirito con cui la Ierimonti Gallery ha riaperto (la galleria è attiva da 15 anni, prima con sede in via Mercato, poi ha operato senza sede tra Italia e Stati Uniti) è didattico: rinata come associazione culturale, la galleria si propone di divulgare il più possibile l'opera di artisti storici, portandoli a diretto contatto coi giovani (in occasione di questa mostra sono state organizzate delle lezioni di Oppenheim presso l'Accademia di Belle Arti di Brera) e, nello stesso tempo, di far conoscere in Italia l'opera di giovani artisti che si stanno distinguendo all'estero. Un programma ambizioso che ha già dato questo primo, interessante risultato.